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Venerdì 17 febbraio, Roberto Valerio è stato nominato direttore artistico prosa del Teatro Nuovo Giovanni da Udine

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VENERDÌ 17 FEBBRAIO, ROBERTO VALERIO È STATO NOMINATO DIRETTORE ARTISTICO PROSA DEL TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE.

«Sono stato spesso ospite di questo splendido teatro sia come attore che come regista e sempre ho trovato un pubblico preparato, sensibile, attento. Proprio il pubblico sarà il mio principale punto di riferimento: cercherò di incontrarne i gusti e le aspettative puntando sulla varietà dei generi, l’autorevolezza dei titoli e sul valore degli interpreti, dei registi e delle produzioni, in nome di un teatro popolare d’arte».

Ci congratuliamo con Roberto Valerio, direttore artistico del Padiglione Ludwig, e gli auguriamo il meglio per questo nuovo, prestigioso incarico.

ROBERTO VALERIO

Nato nel 1970, diplomato all’Accademia Nazionale Silvio D’Amico di Roma, Roberto Valerio è attore, regista e organizzatore di festival. Dal 2019 è direttore artistico dell’Accademia Ludwig, scuola di formazione professionale teatrale. Fra i suoi più recenti lavori si collocano le regie di Zio Vanja di Anton Cechov, attualmente in tournée, e Tartufo di Molière, entrambi per il Centro di Produzione ATPistoia. Di particolare rilievo anche le sue regie per la Compagnia Orsini, fra le quali Il Gatto (2019) dall’omonimo romanzo di Georges Simenon, L’albergo del Libero Scambio (2017) di Georges Feydeau, Il Giuoco delle Parti (dal 2014 al 2016) di Luigi Pirandello.

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Workshop “La parola che danza” a cura della Compagnia Biancofango (Francesca Macrì e Andrea Trapani)

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WORKSHOP "LA PAROLA CHE DANZA" A CURA DELLA COMPAGNIA BIANCOFANGO (Francesca Macrì e Andrea Trapani)

Esercizi di drammaturgia attoriale attraverso "Nella solitudine dei campi di cotone" di Bernard-Marie Koltès

DATE

23 – 24 – 25 febbraio

ORARI

h. 10-17
(mattina 10-13; pomeriggio 14-17)

LUOGO

Presso il Padiglione Ludwig – Via Pordenone, 23 – Roma

INFO E CANDIDATURE
Per candidarsi è necessario inviare il proprio Curriculum Vitae via mail
339 759 9105
matteo.finamore@hotmail.com

“La drammaturgia di Koltès è il terreno ideale per indagare la relazione fra azione verbale e azione fisica dell’attore. Le parole di Koltès sembrano sempre implorare con urgenza un’azione capace di sospingere la parola e di farla esplodere. Tre giorni di lavoro per stimolare la ricerca di un corpo poetico capace di dialogare, al contempo, con il testo e il proprio immaginario, in un costante e ostinato disequilibrio.”

La compagnia BIANCOFANGO nasce nel 2005 dall’incontro tra Francesca Macrì e Andrea Trapani.
BIANCOFANGO è un progetto artistico che nasce dall’urgenza di un nuovo dialogo fra parola e corpo e dall’esigenza di ripensare le funzioni del teatro e riposizionare il ruolo dell’attore nella scena contemporanea. La scrittura scenica, la drammaturgia originale, la riappropriazione dei classici e la riflessione sul contemporaneo sono le direzioni che da sempre accompagnano il lavoro.

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Workshop di recitazione su “La scena dei coltelli” da “Macbeth” a cura di Pierpaolo Sepe

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Workshop di recitazione su "La scena dei coltelli" da "Macbeth"

a cura di Pierpaolo Sepe

DATE

Dal 3 al 5 febbraio
Venerdì 3, ore 14-20
Sabato 4, ore 10-13 e 14-17
Domenica 5, ore 10-13 e 14-17

ORARI
Presso il Padiglione Ludwig – Via Pordenone, 23 – Roma

INFO E CANDIDATURE
Per candidarsi è necessario inviare il proprio Curriculum Vitae via mail
339 759 9105
matteo.finamore@hotmail.com

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Workshop di recitazione su “Pilade” di Pier Paolo Pasolini a cura di Daniele Salvo

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Whorkshop di recitazione su "Pilade" di Pierpaolo Pasolini

a cura di Daniele Salvo
Workshop-di-recitazione-su-Pilade-di-Pasolini

Il Workshop è aperto sia a partecipanti che a uditori

Dal 9 all’11 dicembre, dalle ore 10.00 alle ore 17.00

Presso il Padiglione Ludwig – Via Pordenone, 23 – Roma

INFO E CANDIDATURE

Per candidarsi è necessario inviare il proprio Curriculum Vitae via mail

339 759 9105

matteo.finamore@hotmail.com

DESCRIZIONE
Questo Workshop vuole essere un inizio, un’occasione di crescita e di studio approfondito di una drammaturgia complessa come quella di Pier Paolo Pasolini e un’occasione di approfondimento analitico della tecnica vocale attoriale.    
Il lavoro quotidiano sarà così concepito:
  1. Nozioni teoriche : anatomia, respirazione, buona igiene vocale.
  2. Training completo : riscaldamento, respirazione, attacchi, risuonatori, false corde, esplorazione potenzialità sonore, improvvisazione vocale, defaticamento.
  3. Nozioni di lavoro sul linguaggio: accentazione e ri-accentazione sillabe nella lingua parlata, il ritmo, i tempi, i registri vocali.
  4. Analisi approfondita del testo. 
  5. Lettura e lavoro a tavolino.
  6. Memoria emotiva ed affettiva.

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Giorni Infelici

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Associazione Culturale Padiglione Ludwig e ENFI Teatro srl
Giorni Infelici - di e con Sabrina Scuccimarra
regia Martino D’Amico

musiche di Gioacchino Balistreri
disegno luci Alessio Pascale
assistente alla regia Matteo D’Incoronato

Giorni Infelici è un atto di coscienza, l’evidente inutilità dello sforzo di rompere l’assordante cliché in cui abbiamo chiuso la nostra esistenza. Donna, la protagonista e sola interprete di se stessa, affronta la sua magnifica giornata con la corazza delle conversazioni abitudinarie e degli amori ideati, attenta a che tutto resti incanalato nel binario dello stereotipo felice e dei luoghi comuni, costruiti con cura in 50 anni di semi-vita. E cosi, da sempre e per sempre, per arrivare alla fine della giornata. Anche la vitalità di un cervello e di un cuore vivo e pulsante, viene ridotta a modello intangibile ed inalterabile; anche un ricordo improvviso o una pausa non prevista, potrebbe distruggere quel castello di certezze. Donna recita così il suo copioncino quotidiano ma l'inaspettato arrivo di una “vicina” stravolge tutto, costringendola a cambiare il finale.
Lo spettacolo prende spunto, ovviamente, da Giorni Felici di S. Beckett. Prende spunto, sia chiaro, come accade dai grandi maestri, ma non vuole minimamente paragonarvisi ne esserne estensione. E se nel capolavoro del grande scrittore irlandese, la forza drammatica non risiede nel dialogo, perfetto e senza increspature, riproducente una normale conversazione di una coppia piccolo borghese impegnata in discorsi di circostanza, ma nel dato visivo (la desertificazione scenica, la pistola, …) in Giorni Infelici, il dialogo che Donna inscena coi suo personaggi brevettati, riproduce l’atto di coscienza del cliché di vita e quotidianamente ne riafferma la forza e il valore, in uno sviluppo solo illusorio di consapevolezza. Cristallizzato, invece, anch’esso in un modello rassicurante e partecipato. Qui, cioè, la traccia di vita è lo sforzo di consapevolezza e parlarne, parlarne, parlarne … Donna ci mostra, suo malgrado, non l’umano soffrire, il vuoto delle nostre esistenze ma come noi sopravviviamo ad esso, in un processo che appare cosciente ma cosciente non è. E questo è anche molto comico.

Teatro Le Maschere
Roma, in Via Aurelio Saliceti 1/3
• giovedì 26 maggio 2022 ore: 21.00.
• venerdì 27 maggio 2022 ore: 21.00.
• sabato 28 maggio 2022 ore: 21.00.
• domenica 29 maggio 2022 ore: 19.00
PREZZO SPECIALE PER EX ALLIEVI ED AMICI DEL PADIGLIONE LUDWIG

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Sogno di una notte di mezza estate – di W. Shakespeare

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Sogno di una notte di Mezza Estate - di William Shakespeare
Master di perfezionamento dell’Accademia Padiglione Ludwig

con (in ordine alfabetico):
Giorgio Bormolini, Linda Calisi, Angela Di Domenico, Matteo D’Incoronato, Elisa Mondo, Clara Morlino, Massimiliano Nicodemo, Valentina Orti, Alma Poli, Stefano Pucci
Regia Francesca Macrì e Andrea Trapani | Biancofango
Luci Massimiliano Chinelli

Un sogno è una proiezione, una constatazione, un avvertimento, un desiderio non comunicabile, non dicibile, non pronunciabile. È un’azione così potente da aver bisogno d’essere interrotta. È il luogo in cui l’immaginario gioca la sua partita più bella, ma più di ogni altra cosa è un profondo dialogo con se stessi. Sognare è una libertà che appartiene a tutti ed è per questo, forse, che contiene in sé la possibilità della rivoluzione.
Il sogno shakespeariano è una commedia, ma la narrazione che si snoda al suo interno è capace di raccontare il nero dell’esistenza e di spalancare la domanda dell’uomo: noi chi siamo e da chi è governata la nostra esistenza?
Così prima Teseo e Ippolita, ma poi anche gli attori e gli innamorati, questa grande bottega di uomini di estrazione sociale diversa, ci vengono mostrati nell’affaccendamento della vita: rincorrono desideri, tentano di esaudire sogni piccoli e grandi, sono generatori di conflitti e soprattutto traboccano di emozioni.
In ogni spazio bianco tra le righe del testo, Shakespeare sembra ricordarci che l’uomo – dunque noi – non è nient’altro che un burattino nelle mani di chissà chi e a nulla serve agitarsi, urlare, strepitare.
Non bastano le fate, gli elfi e le magie del bosco ad allontanare questa commedia dalla vita.
D’altronde all’uomo si può togliere tutto, tranne le emozioni.
E forse questa è la vera rivoluzione.

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Hedda Gabler – di H. Ibsen

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Hedda Gabler - di H. Ibsen

Regia di Veronica Cruciani

Con
Michele Castelli Gattinara
Paola De Crescenzo
Carla Fezzi
Paolo Madonna
Maria Dolores Mogavero
Federica Preite
Hedda Gabler

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City Park

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City Park

con
Carla Recupero
Imma Daggiano
Francesco Brunori
Paola Silvestri
Dario Calonego
Testo e regia di Luca De Bei.

In un parco cittadino, un quadrato di verde simulacro di una natura perduta e soffocata dal cemento, brulica la vita quotidiana di uomini e donne in cerca di un’identità.

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Le Convulsioni

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Le Convulsioni

Condotto da Mauro Avogadro e da Martino D’Amico

Avogadro D'Amico“Le convulsioni”, contiene, nella sua trama e nei suoi personaggi, aspetti singolarmente contemporanei: la malattia compulsiva generata dalla moda del tempo, ovvero la sete di denaro, i debiti di gioco, l’amore del lusso e del potere.
Basterebbe già questo, ma, è ipotesi plausibilissima, immaginare che, nell’ allestimento in parte riferito ai giorni nostri, prenderanno subito vita figure attuali, in tutto e per tutto, analoghe ai molti che hanno fatto, ormai da troppi anni, del denaro e del potere il loro unico ed egoistico credo.

Francesco Albergati Capacelli (1728 – 1804), uno dei maggiori esponenti culturali del suo tempo, intimo e stimato amico di Goldoni, Alfieri e Voltaire, riconosciuto come raffinato e pungente drammaturgo dai suoi contemporanei ed ingiustamente misconosciuto. “Le Convulsioni”, ritenuto unanimemente dalla critica letteraria una commedia di “comicità notevole” ci offre un tagliente spaccato della società dell’epoca, perfettamente riconoscibile, ahinoi, in quella di oggi.
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Questa sera si recita a soggetto

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Questa sera si recita a soggetto

Condotto da Mauro Avogadro e da Martino D’Amico

Avogadro masterclassMAURO AVOGADRO, storico collaboratore ed attore di Luca Ronconi, direttore della scuola di teatro del Teatro Stabile di Torino dal 1997 al 2010, terrà a Roma dal 22 settembre al 1 ottobre 2013, uno laboratorio/studio su “Questa sera si recita a soggetto” di L. Pirandello, indirizzato ad attori professionisti. Sarà un’occasione unica per esplorare un grande autore del teatro nazionale ed europeo sotto la guida di un maestro della scena italiana.

L’Ass. Cult. Padiglione Ludwig, dopo il positivo lavoro sul comico realizzato il luglio scorso, ha deciso di proporre, per il mese di settembre, un nuovo periodo di studio condotto da Mauro Avogadro. La scelta, per questa futura avventura, è caduta su un unico testo: “Questa sera si recita a soggetto” di Luigi Pirandello. Avogadro dichiara che “in anni in cui si predilige portare a se stessi i personaggi anziché tentare di interpretarli, il testo di Pirandello può essere un’ottima palestra per “giocare” e quindi imparare a “essere” un personaggio/attore che deve “interpretare” un altro personaggio, ovvero essere, sulla scena, tutto tranne se stessi”.

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